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I benefici della gestione dello stress nell’ambiente di lavoro

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Fortunatamente, la gestione dello stress sul luogo di lavoro viene sempre più riconosciuta come una strategia importante e implementata come parte integrante della cultura aziendale. Le aziende di qualsiasi dimensione iniziano a capire che la salute mentale è essenziale per il benessere dei propri dipendenti, ma questo approccio produce effetti positivi anche a livello finanziario.

In uno studio pubblicato dalla società Great place to work, è stato condotto il sondaggio “Stress e benessere nell’ambiente lavorativo: panoramica della situazione in Europa”, secondo cui:


“In Europa, il 52% delle aziende intervistate ha messo a punto misure di sostegno per i dirigenti sottoposti a stress da lavoro, sebbene solo il 26% dichiari di aver introdotto meccanismi di misurazione del livello di stress”1

La riduzione dei livelli di stress apporta vantaggi che possono spaziare dal contenimento del turnover dei dipendenti e l’aumento della soddisfazione sul lavoro, fino a un maggiore coinvolgimento che inevitabilmente si traduce in maggiore produttività e più efficienza. Per non parlare del decremento delle assenze e della riduzione delle malattie a lungo termine causate da stress.

I dipendenti sereni e sani sono anche più presenti, motivati, produttivi e in più le prognosi sulla loro salute mentale a lungo termine sono molto più ottimistiche.

Le aziende che hanno scelto di essere più proattive nella prevenzione di condizioni di stress da lavoro iniziano a vedere i risultati e a cogliere benefici tangibili sia nella salute a lungo termine dei dipendenti che nei profitti. Ma c’è ancora molto da fare.

Che peso ha il problema dello stress nell’ambiente lavorativo?

Nel 2017, il primo ministro britannico Theresa May incaricò i due economisti Stevenson e Farmer di condurre uno studio sulla salute mentale sul luogo di lavoro. Da allora, la pubblicazione è diventata la base del modello “Thriving at Work” modello di che oggi viene applicato in tutte le aziende del Regno Unito.

Lo studio ha rilevato che

“Gli elevati costi annui sostenuti dai datori di lavoro sono compresi tra 33 miliardi e 42 miliardi di sterline (con oltre la metà derivanti dal presenteismo, cioè la presenza al lavoro di persone meno produttive a causa dello stress) a cui si aggiungono i costi dovuti alle assenze per malattia e al turnover del personale.”2

A che punto ci troviamo oggi con la gestione dello stress?

I numeri sono in aumento. Non da ultimo a causa della pandemia da Covid-19 e dei conseguenti problemi emersi, tra cui preoccupazioni finanziarie, ridondanza, permessi e congedi, condizioni traumatiche, malattia e i crescenti livelli di ansia dovuti alla pressione quotidiana.

La maggior parte delle aziende ha riscontrato problemi di assenteismo, presenteismo e tutta una serie di problemi conseguenti, ad essi collegati. Non sorprende, quindi, che i numeri siano ancora in ascesa, dato che i limiti dell’equilibrio tra lavoro e vita privata sono offuscati per via dell’aumento del lavoro da casa e per il fatto che inizia a emergere l’impatto a lungo termine del Covid-19.

Secondo un recente rapporto del CIPD,

“La malattia per disturbi di natura psicologica è la causa più comune di assenze prolungate negli ambienti lavorativi del Regno Unito. In particolare, risulta in aumento l’assenza legata allo stress, come afferma il 37% dei partecipanti al sondaggio CIPD e Simply Health, Health and wellbeing.”3

Tuttavia, non è tutto perso. Come individui, possiamo fare molto per limitare gli effetti dello stress e proteggere la nostra salute psicologica a lungo termine. Esistono inoltre alcune pratiche e iniziative importanti che possono essere implementate dalle aziende stesse per gestire lo stress e aiutare i dipendenti a prosperare anziché semplicemente sopravvivere al lavoro.

Le organizzazioni che danno priorità a queste iniziative di sostegno potranno sfruttare i benefici di una cultura aziendale di prosperità e benessere e ridurre le implicazioni finanziarie legate allo stress e ai problemi di salute mentale.

Prima di considerare “COME” mettere in pratica questo tipo di iniziative, analizziamo i benefici procurati dalla gestione dello stress da lavoro.

I benefici della gestione dello stress nell’ambiente di lavoro

  • Cultura aziendale positiva.
    Innanzitutto, se i dipendenti sono felici e sani, ne beneficia l’intera azienda. L’ambiente di lavoro diventa un luogo di positività in cui le persone possono godere della soddisfazione lavorativa, a prescindere dal livello di anzianità in cui si trovino.
  • Maggiore produttività.
    Quando ci sentiamo bene, abbiamo naturalmente più energia. Lo stress può prosciugarci e portarci all’esaurimento delle forze, rendendoci incapaci di resistere e andare avanti. Se la pressione si alleggerisce, siamo inclini e in grado di fare di più. Di conseguenza, il nostro livello di produttività aumenta e riusciamo a svolgere il nostro lavoro in modo più efficiente.
  • Maggiore coinvolgimento.
    Quando il cervello è meno appesantito e meno bombardato dalle informazioni, riusciamo a ragionare in modo più chiaro e concentrarci di più sulle singole attività. Perciò, ci sentiamo anche più coinvolti perché il cervello non è offuscato da pensieri negativi o indesiderati.
  • Riduzione del turnover dei dipendenti.
    Un elevato turnover costituisce un problema reale per molte aziende e spesso può essere ricondotto alle condizioni di stress a cui i dipendenti sono sottoposti. Che si tratti di una gestione inadeguata, di un carico di lavoro eccessivo o di altre attenuanti, per le aziende cambiare spesso, o addirittura perdere, personale efficiente è estremamente dispendioso e andrebbe evitato, anche perché crea discontinuità. 
  • Riduzione delle assenze.
    Secondo un rapporto pubblicato dal CIPD a novembre 2021,

“stress, depressione e ansia da prestazione rappresentano il 44% dei motivi di malattia e il 54% dei giorni lavorativi persi nel 2018/2019 (HSE, 2019).

Le aziende disposte a implementare un programma di formazione sulla salute mentale strutturato, ma anche facilmente accessibile per tutti i dipendenti, potranno assistere a miglioramenti nei dati relativi alle assenze dal lavoro.

Il rapporto di Stevenson/Farmer affronta l’argomento in modo approfondito, citando i risultati ottenuti dai singoli individui

“Mi ritengo abbastanza fortunata perché ho avuto esperienze molto positive con tre diversi datori di lavoro… due importanti studi legali e un ente locale. Da ognuno di loro, ho ricevuto un trattamento professionale, supportivo, attento”. Michelle Passfield. ‘

2

  • Riduzione del presenteismo.
    Il presenteismo è una condizione lavorativa che determina la perdita di produttività dovuta alla mancanza di coinvolgimento dei dipendenti. Chi segue questo comportamento continua a recarsi al lavoro, ma non è completamente coinvolto e, di conseguenza, è meno efficiente. Spinti dalla paura e dall’insicurezza, molti lavoratori temono di essere penalizzati in caso di assenza per malattia, ignari che il presenteismo produca invece lo stesso impatto sul lavoro.

“Così come l’assenza per malattia, un ambiente lavorativo malsano dal punto di vista psicologico può portare a un maggiore turnover, a un minor coinvolgimento e a un alto livello di presenteismo.”3

  • Migliorare la salute a lungo termine, sia fisica che mentale.
    La prevenzione è la soluzione migliore, ma quantomeno, gestire lo stress sul luogo di lavoro può aiutare a prevenire gli effetti a lungo termine dello stress, inclusi i problemi alla schiena, mal di testa, tensioni muscolari e persino malattie cardiovascolari. Aiutare i lavoratori a gestire il proprio carico di lavoro, a rilassarsi e ricaricarsi al momento giusto può essere molto utile per favorire il benessere fisico e mentale.
  • Comunicazione migliorata.
    Uno dei maggiori vantaggi delle iniziative di gestione dello stress è riuscire a comunicare più efficacemente. Sia il lavoro che la vita quotidiana si basano su una comunicazione efficace e, quando siamo meno stressati, possiamo dedicare più tempo a riflettere su ciò che vogliamo dire e a COME vogliamo dirlo. La vita lavorativa migliora, così come la nostra vita privata.
  • Relazioni interpersonali migliorate.
    Una migliore comunicazione aiuta a relazionarsi meglio con colleghi e collaboratori. Può anche trasformare in meglio i rapporti con i clienti, favorendo la loro fidelizzazione e instaurando una relazione reciprocamente vantaggiosa.
  • I luoghi di lavoro più interessanti fidelizzano e attirano i lavoratori.
    Gli ambienti meno stressanti contribuiscono a creare una cultura aziendale di eccellenza che diventa invitante per i potenziali dipendenti e contribuisce a conservare i migliori talenti. Soddisfatti e produttivi, i lavoratori si sentiranno a proprio agio in un’azienda che si prende realmente cura delle persone e che consente di proteggere e rafforzare la positività e il benessere dei propri dipendenti.

In che modo le aziende possono quantificare i vantaggi della gestione dello stress da lavoro?

Che la gestione dello stress apporti benefici alla salute emotiva e al benessere è fuori discussione, pertanto possiamo focalizzarci sul fatto che meno stress porta indubbiamente a migliori aziende.

Tuttavia, per convincere le aziende che questo approccio è al momento una priorità e che devono investire in una formazione di qualità per il proprio personale, è sicuramente più facile quantificare i vantaggi sotto forma di un ritorno sugli investimenti.

Come si traduce quindi in vantaggi finanziari per un’azienda?

Fortunatamente, Deloitte ha condotto uno studio sul beneficio dell’investimento in iniziative per la salute mentale sul posto di lavoro e i risultati ottenuti sono strabilianti:

Il rendimento medio per 1 sterlina spesa è di 4,20 sterline (con un intervallo compreso tra 40 centesimi e 9 sterline).

Capitolo 4 dello studio ((Chapter 4 of Thriving at work: The Stevenson / Farmer review of mental health and employers))

Da dove iniziamo per cominciare a gestire lo stress sul luogo di lavoro?

Prevenire lo stress è sempre molto meglio che curarlo, soprattutto perché se diventa schiacciante, può manifestarsi in molti modi, totalmente differenti. Gli effetti a lungo termine dello stress possono portare a una diagnosi molto peggiore, tra cui depressione, ansia e malattie fisiche, inclusi disturbi cardiovascolari e problemi del sistema immunitario.

Uno dei problemi più gravi è lo stigma associato al tirare fuori il problema dello stress e della salute mentale. Tuttavia, se le aziende si dessero da fare per implementare reti efficaci di formazione, promozione e sostegno al loro interno, i dipendenti inizierebbero a essere meno spaventati da potenziali ritorsioni derivanti dal dichiarare apertamente la loro condizione.

Vediamo quali sono i primi 5 passaggi da fare per avvalersi dei benefici della gestione dello stress da lavoro.

  1. Innanzitutto, instaurare un dialogo aperto con i dipendenti.
    Create spazi protetti in cui i dipendenti possono condividere le proprie preoccupazioni e chiedere feedback regolari su ciò che non va e cosa è necessario fare.
  2. Avviate un programma di salute e benessere a cui possono accedere i dipendenti di qualsiasi livello.
    Includete una formazione adeguata e sessioni frequenti di aggiornamento sull’argomento.
  3. Nominate dei rappresentanti a cui fare riferimento come primo punto di ascolto.
    Formate il personale affinché impari a sostenere i colleghi e procurate un punto di ascolto a cui fare riferimento per dare seguito e fornire aggiornamenti. A tal proposito, consultate il sito web di Mental Health First Aid England ((Mental health support for you or your organisation))
  4. Promuovete un dialogo aperto e sincero.
    Fate sapere ai vostri dipendenti che sono apprezzati e che non avranno ripercussioni derivanti dal fatto di parlare del loro disagio. Lo stress non discrimina, pertanto educare e promuovere una maggiore consapevolezza incoraggerà le persone a farsi avanti per chiedere aiuto.
  5. Migliorate l’equilibrio tra lavoro e vita privata.
    Fate in modo che i vostri dipendenti abbiamo modo di fare pause adeguate dal lavoro. Ad esempio, evitate di chiamare un dipendente dopo l’orario normale di lavoro, dissuadetelo dal lavorare fino a tardi su un progetto e assicuratevi che abbia gli strumenti giusti per gestire al meglio il proprio tempo quando lavora in remoto o da casa. Ci sono degli equilibri da mantenere; uno di questi è quello tra lavoro e vita privata che, se viene garantito, migliorerà la produttività e il morale.

Molti di noi fanno buon viso a cattivo gioco, finché non è troppo tardi. Che si tratti di ambizione, paura o semplicemente di fedeltà al lavoro, siamo sempre spinti a portare a termine il lavoro, ma qual è il costo?

Non parliamo solo del costo per le aziende, ma anche del costo della vita, del benessere emotivo e della salute mentale dei lavoratori come individui.

È importante ricordare che non siamo dei robot ma esseri umani e, in quanto tali, abbiamo bisogno di riposo e di ricarica per affrontare il giorno successivo.

Fonte

https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/658145/thriving-at-work-stevenson-farmer-review.pdf

https://www.cipd.co.uk/knowledge/culture/well-being/supporting-mental-health-workplace-return#gref

https://www.greatplacetowork.dk/images/Rapporter2019-2020/Stress_and_Wellbeing_v141.pdf

  1. Stress and Wellbeing at Work: A European Outlook []
  2. Thriving at work: The Stevenson / Farmer review of mental health and employers [] []
  3. Coronavirus (COVID-19): Mental health support for employees [] []