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Come superare l’autocriticismo

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Quando ciò che facciamo è davvero abbastanza

Nella vita di tutti i giorni ci troviamo a gestire molti ruoli e responsabilità: siamo genitori, coniugi, lavoratori, amici, vicini di casa, fratelli, figli. Tuttavia, è importante ricordare che abbiamo anche delle responsabilità verso noi stessi e il nostro benessere.

Sono in molti a ritrovarsi a fare i conti quotidianamente con l’autocriticismo, quindi se capita anche a voi, ricordate che non siete i soli. Tuttavia, esistono molti modi per gestire le autocritiche e tutti possiamo integrarli nella nostra vita personale, quando ci sentiamo insicuri.

Che cosa si intende per autocriticismo?

I termini “autocriticismo”, “autocritico” e “autocritica” sono tutti correlati tra loro, ma presentano sottili differenze, come dimostrato dalle definizioni fornite nei comuni dizionari:

  • Autocriticismo: l’atto o la capacità di criticare i propri errori o difetti
  • Essere critici con se stessi: capaci di individuare i propri errori
  • Autocritica: l’atto di condurre un esame critico su se stessi

L’autocriticismo è una valutazione di se stessi e del proprio operato che spesso porta a giudizi negativi e di autocolpevolizzazione.1 Le persone autocritiche possono generare non solo sensazioni negative verso se stessi, ma anche riuscire a sviluppare un’immagine incoraggiante di autosupporto e sentimenti assolutamente positivi.2

Produttività, risultati, perfezione: tutti potenziali fattori scatenanti dell’autocriticismo

Perché, nella società di oggi, così tante persone sono inclini all’autocriticismo? Forse perché la società è spesso concentrata sulla produttività, sui risultati e la perfezione e questi ideali ci costringono ad applicare enormi pressioni su noi stessi. Anche i social media possono contribuire ad alimentare la tendenza all’autocriticismo, perché predispongono le persone a confrontarsi con gli altri, con i loro obietti e gli stili di vita che scelgono di condividere, anche se non rispecchiano la realtà.

Tutti hanno degli obiettivi ed è fantastico impegnarsi per raggiungerli, ma non a scapito del proprio benessere, cioè esercitando troppa pressione su se stessi per raggiungere i risultati. Che abbiate o meno raggiunto i vostri obiettivi, è importante imparare ad accettare di aver dato il massimo e che questo può essere abbastanza.

L’autocritica può infatti impedirci di raggiungere interamente i nostri obiettivi e alcuni studi hanno dimostrato che essa è negativamente associata alla capacità di migliorare.3 Si innesca quindi un circolo vizioso, perché il fallimento, o la paura di sbagliare, alimenta la tendenza ad assecondare l’autocriticismo.

Avete la tendenza ad essere troppo autocritici?

Esistono diversi tipi di autocriticismo, comunemente applicati in base all’ambiente di riferimento.4 Riconoscete in voi uno di questi tratti caratteriali quando vi trovate nel vostro ambiente di lavoro?

  • Dubitate di voi stessi: “Domani, la mia presentazione sarà un disastro”.
  • Vi colpevolizzate: “È colpa mia se la presentazione è andata male”
  • Vi etichettate: “Sono un relatore veramente pessimo”
  • Sminuite i vostri lati positivi: “Sono stato bravo, ma ci sarebbe riuscito chiunque”

L’autocriticismo può essere applicato anche in correlazione al proprio ambiente domestico o alla vita personale:

  • “Cucino in modo disastroso”.
  • “Sono completamente negato per l’attività fisica”.

Il problema è che questi piccoli messaggi che inviamo a noi stessi possono tradursi in messaggi di maggiore valenza, ad esempio “Ordiniamo troppo spesso il takeaway. Non cucino abbastanza. Perché sono così pigro? oppure “Trovo sempre una scusa”. Sono troppo pigro”

Vi sembrano familiari? La maggior parte di noi ha sperimentato questi sentimenti e ciò dimostra che non siamo gli unici a sentirci sopraffatti o inadeguati.

7 consigli per gestire l’autocriticismo

Se siete duri con voi stessi, ricordate che non siete gli unici. Ecco i nostri suggerimenti per gestire l’autocriticismo e allontanare i pensieri negativi:

  1. Sognate in grande ma fissate obiettivi realistici
  2. Non siate troppo esigenti con voi stessi, fate un passo alla volta
  3. Ricordate a voi stessi che state facendo il meglio che potete, e che questo è abbastanza
  4. Trasformate pensieri e sentimenti negativi in pensieri positivi, concentrandoti sulle cose belle
  5. Sforzatevi di essere la versione migliore di voi, senza dimenticare di amare voi stessi con l’andare avanti
  6. Praticate l’autocriticismo in modo sano, per trasformare le vostre debolezze in punti di forza
  7. Se vi sentite smarriti per le troppe autocritiche, chiedete il supporto di qualcuno a voi caro che vi aiuti a tirarvi su.

Un cambio di prospettiva: trasformate i punti deboli in punti di forza

Se vi rendete conto di essere troppo autocritici, non pensate male di voi per questo. Fa parte del ciclo! Cercate invece di trasformare le autocritiche in autocompassione, sviluppando in tal modo una maggiore autostima per ottenere una crescita personale.

Se poste in modo sano e costruttivo, senza accogliere gli aspetti negativi, le autocritiche possono servire a motivarci o a imparare dagli errori fatti.4 Concentratevi sugli aspetti positivi di ciò che fate e di chi siete. Non ignorate le aree che richiedono di essere migliorate ma date maggiore importanza a ciò che fate di buono.

Non soffermatevi sull’autocriticismo ma date spazio a ciò che è importante per la vostra crescita personale, assumendo responsabilità personali e definendo obiettivi realistici.

Siate realistici e riallineate i vostri obiettivi

Possiamo rimanere fedeli ai nostri valori e obiettivi fondamentali, ma, allo stesso tempo, consentiamo a noi stessi di non farlo sempre in modo perfetto. Ad esempio, se siamo stanchi e dormiamo poco perché i nostri piccoli ci svegliano nella notte, non dobbiamo per forza alzarci presto per fare esercizio.

Uno studio condotto dal Dipartimento di psicologia della University of Illinois-Urbana-Champaign, Illinois, negli Stati Uniti, ha dimostrato che definire obiettivi realistici è importante: tra le persone prese in esame, quelle con una visione esageratamente gonfiata delle loro prestazioni hanno riscontrato di avere una motivazione ridotta rispetto a chi aveva una visione più realistica di sé.5

Trasformare l’autocriticismo in autocompassione

Essere autocompassionevoli è più utile che essere autocritici. Un recente studio ha dimostrato che essere compassionevoli verso se stessi, da una parte riduce la depressione, l’ansia, l’autocriticismo, il senso di vergogna, di inferiorità e i comportamenti di sottomissione e dall’altra aumenta in modo sostanziale la capacità di calmarsi e rassicurarsi e di focalizzarsi su sentimenti di protezione verso se stessi.6

Trovare un equilibrio tra automiglioramento e autoaccettazione è un obiettivo importante. Trovando il vostro equilibrio tra il desiderio di migliorare e l’accettazione della vostra identità, vi ponete nella posizione migliore per apprezzare veramente che state facendo il meglio che potete e che ciò che fate è già abbastanza.

  1. http://academic.udayton.edu/jackbauer/PGSG/Neff%2003%20self-comp%20alt%20health%20copy.pdf []
  2. https://connect.springerpub.com/content/sgrjcp/20/2/183 []
  3. https://selfdeterminationtheory.org/SDT/documents/2007_PowersKoestnerZuroff_JSCP.pdf []
  4. https://counseling.uoregon.edu/overcoming-self-criticism [] []
  5. https://pdfs.semanticscholar.org/e5e2/8c92005f42e9ba6d75123e185dddf3f8d4e3.pdf []
  6. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/cpp.507 []